Cos’è la devitalizzazione? Come avviene la devitalizzazione?

Cos’è la devitalizzazione? Come avviene la devitalizzazione?

 

La devitalizzazione è una delle procedure dentali più delicate e temute dai pazienti: proviamo a affrontare questo argomento per sfatare alcuni miti.

Innanzitutto, la devitalizzazione è indispensabile per “salvare” un dente che, altrimenti dovrebbe essere estratto. Ma quali sono i problemi che, se ignorati, portano alla devitalizzazione?

Purtroppo carie profonde e fratture dentali possono danneggiare i nervi contenuti nella polpa dentale che, infiammandosi, si infetta e provoca dolore. È proprio il dolore acuto (accompagnato da un’eccessiva sensibilità), infatti, ad essere il primo fattore che ci indica la possibile necessità di intervenire in modo radicale. 

Devitalizzazione o estrazione?

Devitalizzazione ed estrazione sono quasi due vocaboli contrari per noi dentisti. La devitalizzazione, infatti, è quella pratica che ci consente di evitare l’estrazione di un dente malato.

Noi di Cld cerchiamo sempre di evitare l’estrazione, salvando il dente originale e ricorriamo a questa operazione solo in casi estremi.

Prima di capire bene come funziona la devitalizzazione, è bene fare un piccolo ripasso di come è composto un dente; ne avevamo già parlato in questo articolo.

La parte visibile del dente si chiama smalto, è la parte più esterna e resistente (addirittura è composto per il 96% da minerali e per il 4% da sostanze organiche). Lo smalto protegge la dentina, una sostanza di colore giallognolo, attraversata da piccoli canali (i tubuli) che contengono gli odontoblasti, molto importanti perché sono quegli elementi che conferiscono sensibilità al dente stesso.

Cemento e polpa sono gli ultimi due strati e di questi due la polpa è importantissima perché non è altro che il tessuto connettivale che tiene in vita il dente.

studio dentistico

Come funziona la devitalizzazione?

Come funziona quindi la devitalizzazione? Se dovessimo spiegarlo in poche parole, consiste nel rimuovere la polpa del dente, lasciando intatta la corona dentale (la parte esterna visibile del dente).

La devitalizzazione è una procedura endodontica che prevede diversi passaggi. Innanzitutto, è sempre preceduto da una radiografica preliminare, in base alla quale il medico sceglie come operare.

Dopo un’anestesia locale, viene posizionata una “diga”, un semplice fazzoletto in lattice che protegge gli altri denti, isolando il dente da operare. Con il trapano si fora la corona dentale, aprendo una piccola cavità che consente di arrivare alla polpa dentale.

A questo punto, polpa e residui batterici all’interno del dente vengono rimossi e il canale dentale disinfettato alla perfezione per evitare che batteri possano infettare in futuro il dente. Quindi, il canale radicolare viene riempito con un materiale apposito: una resina naturale che si trasforma in idrossido di calcio e, infine, il dente viene sigillato con un’otturazione temporanea.

Ebbene sì, parliamo di otturazione temporanea perché la devitalizzazione di un dente si svolge in due sedute.

Nella seconda seduta, il dente viene ricostruito o incapsulato (in questo caso si inserisce un perno nell’osso).

Una piccola precisazione, però, è doverosa: un dente devitalizzato è un dente ugualmente sensibile anzi, addirittura più fragile di un dente con la polpa, per questo motivo è bene non trascurarne mai l’igiene.

Perché si devitalizza un dente?

Ora che abbiamo risposto alla domanda “Cos’è la devitalizzazione”, chiediamoci perché si debba devitalizzare un dente.

Questa procedura consente di “salvare” i denti gravemente compromessi da carie o traumi che ne hanno leso la polpa evitando quindi un’estrazione.

La devitalizzazione è dolorosa?

Ecco la domanda che più spesso i pazienti di Cld ci fanno: “La devitalizzazione fa male?

Una domanda a cui non esiste una risposta perché la percezione del dolore è altamente personale. Possiamo dire, però, che la devitalizzazione è praticamente indolore, nel momento in cui svanisce l’effetto dell’anestesia si proverà dolore nella zona operata, ma può essere gestito con semplici antidolorifici: chiedete al vostro medico o dentista di fiducia.