Anestesia dal dentista: cosa c’è da sapere

Anestesia dal dentista: cosa c’è da sapere

anestesia

Uno dei timori più comuni quando si parla di trattamenti ai denti è il dolore ma, al tempo stesso, anche l’idea dell’anestesia dal dentista spaventa molti.

Grazie all’anestesia, la probabilità di provare dolore durante una seduta odontoiatrica è davvero minima; dunque perché è importante l’anestesia? Come funziona e quali tipologie di anestesia troviamo in uno studio dentistico?

Perché fare l’anestesia è molto importante e come funziona?

Innanzitutto l’anestesia è fondamentale per non sentire dolore. Non tutti sanno che provare dolore, oltre a creare un trauma psicologico nel paziente, rallenta la guarigione.

Come funziona un anestetico?

Inibisce la trasmissione degli stimoli dolorosi, provocando una momentanea perdita di sensibilità nella zona da trattare. Spesso, insieme all’anestesia, il dentista inietta anche una sostanza vasocostrittrice che da una parte prolunga l’effetto dell’anestesia, dall’altra limita il sanguinamento.

L’anestesia dentale fa male?

La sensibilità all’anestesia è fortemente personale e noi di Cld non possiamo dire con certezza che l’anestesia non fa male perché viene percepita in modo diverso da paziente a paziente.

Quello che possiamo dire con certezza è che il fastidio che si prova (che può essere percepito in modo diverso) è paragonabile ad una sensazione simile ad un pizzico, seguito poi da una leggera pressione data dall’iniezione dell’anestetico.

C’è da dire che non è sempre necessario ricorrere all’anestesia, dipende dalla tipologia di intervento che il dentista dovrà effettuare.

 

Tipologie di anestesie

Esistono diversi tipi di anestesia dal dentista, che differiscono in base alla durata, complessità e tipologia di intervento.

In caso di interventi di lieve entità è sufficiente un’anestesia superficiale, somministrata sotto forma di spray (si usa ad esempio durante la seduta di igiene dentale per i pazienti molto sensibili).

 

Anestesia locale

L’anestesia locale è sicuramente quella più diffusa: consiste nel bloccare il dolore solo in una zona circoscritta della bocca perché l’anestetico viene somministrato vicino ai nervi che portano sensibilità alla zona da trattare.

Nella scelta del farmaco da usare il dentista si basa su 4 criteri:

  •         Complessità e durata dell’intervento
  •         Necessità di emostasi
  •         Bisogno di controllare il dolore dopo l’intervento
  •         Allergie o sensibilità ai diversi principi attivi

 

Anestesia totale, quando è necessaria

Può essere necessario sottoporre il paziente ad un’anestesia totale nei casi molto complessi, come quelli che richiedono un intervento maxillo-facciale.

In questi casi, però, sono necessarie apparecchiature specifiche e la presenza di un anestesista. Capita che alcuni pazienti richiedano l’anestesia totale anche per procedure meno complesse ma comunque lunghe come negli interventi complessi di implantologia.

Quanto dura l’anestesia dal dentista?

Ecco una domanda che spesso ci fanno i nostri pazienti: quanto dura l’anestesia dal dentista?

Dipende dal principio attivo usato e anche dai “tempi di recupero” del paziente. L’effetto dell’anestesia tende, generalmente, a scomparire dopo circa due ore dalla sua somministrazione, ma può prolungarsi anche per tre o quattro ore.