I test salivari

I test salivari

- 12 marzo 2015

I test salivari sono innovativi strumenti diagnostici che permettono l’analisi della componente microbica del cavo orale. Le specie batteriche che vengono ricercate sono:

Aggregatibacter Actinomycetemcomitans: molto invasivo e legato a forme aggressive di malattia gengivale;

Tannerella Forsythia: associato a forme refrattarie, cioè resistenti alle terapie;

Porphiromonas Gingivalis: invasivo e legato a forme aggressive della patologia;

Prevotella Intermedia: associato a gengivite ulcero-necrotica;

Treponema Denticola: invasivo e probabilmente responsabile di reinfezioni.

 

Queste specie sono normalmente presenti nel cavo orale di tutti i soggetti sani, ma un innalzamento del loro livello al di sopra di una determinata soglia risulta indicativo di malattia in attività. Nei nostri studi abbiamo introdotto i test salivari come supporto alla diagnosi clinica in tutti i casi in cui vi sia:

– presenza di tasche gengivali superiori a 4-5 mm di profondità;
– recidiva di infezioni già curate;
– predisposizione all’abbondante formazione di tartaro;
– difficoltà nelle corrette manovre di igiene domiciliare con accumulo di placca.
– misurazione di una tasca gengivale
– misurazione di una tasca gengivale

 

 

Il test viene effettuato dall’igienista dentale e consiste nel prelievo in tre differenti siti, del fluido presente nelle tasche, ossia lo spazio tra dente e gengiva (il parodonto). In ciascun sito viene inserito per 30 secondi un sottile cono di carta; i 3 coni utilizzati per il prelievo vengono posti in una provetta ed inviati insieme ad un modulo di consenso del singolo paziente, ad un laboratorio specializzato a Pisa.

 

L’elaborazione dei risultati richiede generalmente 10 giorni di tempo al termine dei quali ci vengono recapitati in studio, tramite mail certificata, gli esiti del test sulla flora batterica; questi verranno discussi insieme al paziente durante un appuntamento in studio e ci permetteranno di elaborare un piano terapeutico adatto ad ogni singolo caso. A sei mesi di distanza dal primo prelievo, o comunque al termine del percorso terapeutico proposto, verrà effettuato un secondo prelievo per valutare l’eventuale variazione dei livelli batterici e quindi l’efficacia delle cure professionali e il corretto atteggiamento del paziente nel controllo della salute del proprio cavo orale.

I test salivari ad oggi risultano essere un fondamentale strumento di supporto nella nostra quotidiana pratica clinica, in grado di fornire informazioni non ottenibili con la sola osservazione diretta effettuata durante la seduta di igiene professionale

Ci permettono quindi di programmare interventi personalizzati per ogni singolo paziente e per ogni livello di patologia.